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Alla Fine, Ha Vinto Axl

Alla fine, come avevamo ampiamente previsto noi di Corriere Della Musica, Axl Rose ha sbancato tutto. La prima data di uno dei tour maggiormente stroncati prima del suo inizio che la storia ricordi, in sostanza, ha dimostrato che il matrimonio più folle dell’anno non solo poteva avere un senso, ma ora come ora rischia anche di diventare il culmine della rinascita mediatica del leader dei Guns. Il giorno dopo il debutto di Lisbona, infatti, sono pochissimi gli irriducibili haters che si ostinano a parlare di farsa. Come già dichiarato, un conto sono i sentimenti e il dispiacere disumano per la vicenda umana di Brian Johnson, un altro è sostenere che questo azzardo sia un flop dal punto di vista artistico. Posto che nè Axl nè ciò che resta degli Ac/Dc abbiano qualcosa da dimostrare, è bello constatare che molti fan della band australiana stiano iniziando ad apprezzare questa parentesi nella storia del gruppo. Axl si sta umilmente mettendo a servizio della causa e lo fa con un trasporto evidente. Il trasporto di un fan. Ciò che più di altro mi fa apprezzare la sua performance sta proprio nel fatto di sembrare una sorta di omaggio ad una band da lui molto amata, sicura fonte di ispirazione della sua gioventù. Si può dire di tutto sulla scelta, sulla coerenza di questo o quell’altro, ma la sensazione è che questa sia davvero una delle cose più rock n roll capitate in questo circo da diversi anni a questa parte. Concludo volutamente con una provocazione: che sia il suo momento vocale migliore di sempre?

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