British singer Robert Plant performs during the 40th Paleo Festival on July 25, 2015 in Nyon, the biggest open-air festival in Switzerland and one of Europe's major musical events. AFP PHOTO / FABRICE COFFRINI        (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Milano Ritrova Un Immenso Robert Plant

Tutto si può dire di Robert Plant, ma non che sia un nostalgico: chi conosce bene la sua carriera sa infatti che l’ex Zeppelin non ha mai voluto vivere di rendita, nemmeno quando le offerte per tornare con i compagni superavano persino l’immaginazione. Il suo ritorno in Italia, in questo senso, riserva davvero poche sorprese. La band e la forma di Plant sono i medesimi dell’ultima volta, anche se rispetto ad alcuni show di un paio d’anni fa, l’entusiasmo pare quello dei tempi migliori. Dimentichiamoci dunque il terrificante abbigliamento da malato psichiatrico sfoggiato al Pistoia Blues e riaccogliamo il vecchio leone che, non di rado, nelle movenze è in grado di far rivivere le emozioni di un tempo. La voce di Plant è calda ed emozionante e la sensazione è che davvero a nessuno interessi il numero di canzoni del Dirigibile che deciderà di proporre: a tutti basta il fatto di poter assistere ancora una volta ad un concerto di una delle più grandi leggende della musica popolare del ‘900. La setlist, come da copione, resta sostanzialmente invariata durante il tour, quindi anche la data milanese non si discosta più di tanto da quelle proposte nel recente passato. Le perle, ad ogni modo, non mancano: se è vero che il cantante sia un po’ riluttante a presentare brani del suo glorioso passato, quando decide di farlo, la serata cambia inevitabilmente. Nonostante la formula del concerto sia la stessa da un po’ di anni a questa parte, quando il riff di Dazed And Confused squarcia la spessissima aria di Assago, il pubblico cade letteralmente ai suoi piedi. Poco da fare, sebbene la nuova dimensione di Plant sia davvero sopra la media generale di molti artisti della sua età, risentire brani che hanno cambiato la vita di tutti i presenti crea qualcosa che i nuovi brani, seppur molto belli, non possono assolutamente permettersi. Tra i brani del repertorio solista, la palma del vincitore va senza ombra di dubbio a All The King’s Horses, forse il brano più bello di quel capolavoro che fu Mighty Rearrenger, album uscito ormai più di dieci anni fa. Le ultime emozioni arrivano in un finale completamente dedicato ai Led Zeppelin: quando tutti erano convinti di andare a casa sulle note di Rock ‘N’ Roll, ecco la band tornare sul palco con una splendida versione di Going To California, che ancora una volta fa venire i brividi a tutti i presenti. To be a rock and not to roll.

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