cover_Godano Marlene Kuntz

Nuotando nell’aria: il backstage creativo dei Marlene Kuntz

Il sottotitolo dell’ultimo libro di Cristiano Godano (Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz, edito da La Nave di Teseo), potrebbe trarre in inganno. Vi si legge infatti la promessa di raccontare cosa stia “dietro” a quei brani che compongono i primi tre dischi della band cuneese, ma le cose sono molto più complesse di quel che appaiono. Già dalla prefazione, infatti, Godano avverte il lettore del fatto che il suo scopo non sia semplicemente quello di celebrare Catartica, Il Vile, Ho Ucciso Paranoia, ma piuttosto che Nuotando nell’aria possa rappresentare il primo capitolo di una vera e propria collana. Il suo scopo non è quindi quello di glorificare quello che per molti fan della prima ora rappresenta il vero verbo marlenico, ma piuttosto quello di raccontare tutto ciò che portò alla genesi di quelle opere. Anche per questo, l’autore stesso non esclude un seguito in futuro. Tutto sta a capire cosa nasconda in realtà quella parola “dietro”. Un primo indizio è la mole del volume: 350 pagine sono una cifra importante per riportare solo qualche aneddoto riguardante i primi tre lavori della band piemontese. Infatti, quello che emerge attraverso le pagine è un vero e proprio viaggio attraverso tutte le esperienze che, nel corso degli ultimi trent’anni, hanno reso un giovane ventiquatrenne pieno di entusiasmo e determinazione la rock star che ha calcato i più prestigiosi palchi italiani. Mentre i titoli delle canzoni delimitano i capitoli del libro, la narrazione è un flusso continuo di coscienza che spazia attraverso passato, presente e futuro. La genesi dei brani diventa quindi espediente per raccontare le influenze musicali (e non) che hanno ispirato il giovane Godano degli esordi, con continui inviti al lettore ad andare ad approfondire quel disco o quell’opera letteraria. I temi trattati sono davvero molteplici: si passa dagli esordi con i Jack On Fire fino alla fondazione dei Marlene Kuntz, descrivendo la scena musicale di allora, quella politica (anche attuale), per arrivare a temi ecologici e divagazioni letterarie. Da questo punto di vista, l’inserimento di un intero racconto breve di Baudelaire, capace di ispirare il brano Questo e Altro, rappresenta uno dei vertici del libro. Un racconto scritto benissimo e capace di coinvolgere non solo i fan della band piemontese, ma chiunque ami la musica. In attesa di avere tra le mani altri racconti di uno dei cantautori più ispirati che la nostra scena musicale abbia mai partorito.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *